|
venerdì, febbraio 25
trovo alquanto difficoltoso stabilire una comunicazione con me stesso. per dire, lascio sempre spento il cellulare. durante la terapia di auto aiuto* del martedì mi hanno detto che è freudiano. secondo me, invece, è un normale telefono. visto che non c’è verso di parlarmi direttamente, tento con l’approccio sorpresa via msn eddie (fischiettando con indifferenza) scrive ehilà, che si dice di nuovo? eddie (momentaneamente irraggiungibile) scrive prendi questa manoooo, zingaraaaaaaa eddie (fischiettando con indifferenza) scrive cos’è, il nuovo spot dell’aido? eddie (momentaneamente irraggiungibile) scrive laido sarai tu eddie (fischiettando con indifferenza) scrive piano con gli insulti, testa di ponte (della malattia mentale) eddie (momentaneamente irraggiungibile) scrive per parlare piano alla tastiera cosa devo fare, diminuire il carattere? (sei un tipo caratterialmente difficile, insomma) eddie (fischiettando con indifferenza) scrive ti si sono annodati i neuroni, razza di volante? la tastiera mica ti sente, è con me che devi parlare. eddie (momentaneamente irraggiungibile) scrive scusa, come hai detto che ti chiami? mi sono sconnesso. i neuroni hanno gradito assai. *è simpatico, non c’è un vero terapista, si discute in gruppi di quattro persone in macchina fino a quando non finisce la benzina. essendo in quattro, lo si può fare anche in caso di circolazione a targhe alterne.
mercoledì, febbraio 23
così in un bar di provincia incontro questo semidio che mi spiega che per contratto ho diritto a un nume tutelare che mi assista durante la mia permanenza terrena.
ci penso un po’ su, poi alla fine mi decido: arrivo a casa e chiamo il call center per l’assegnazione delle divinità tutelari. mi spiegano che la mia divinità mi è già stata assegnata, ma è in pausa caffè dal 1977.
ultim’ora
colin hughes, insigne docente di filosofia medievale a oxford, ha pubblicato un volume divulgativo a dispense sulla storia della chiesa in inghilterra.
la novità editoriale sta nel fatto che l’opera è in continua evoluzione, e verrà integrata ogni sei mesi con nuovi scritti. “la versione beda” è già in commercio in tutte le librerie del regno unito, con la prima release c’è in omaggio il beda test per sapere se sei un medievalista provetto
venerdì, febbraio 18
il metodo epagogico è sostanzialmente un atto di fede. ne parlavo ieri con un alligatore che infesta il mio zaino
da domenica scorsa. non che l’alligatore fosse granchè interessato, mi guardava
di traverso, come se trovasse sconveniente che io parli con un alligatore. che
cazzo di snob. questo freddo mi uccide. affermazione apparentemente slegata
dal contesto, e invece un vento gelido sibila fra le valli, le montagne sono ancora
venate di bianco, e io mi perdo fra i colori tenui e toni pastello, il mio fornitore
di medicinali scaduti. toni è uno specialista, non deve far altro che
travestirsi da cassonetto e aspettare. certo farebbe molti più soldi se i
cittadini dimostrassero un minimo di senso civico applicandosi nella raccolta
differenziata. quando arrivo a casa entro in camera di decompressione
mentre sussurro con dolcezza “paracetamolo” ai due pinguini con cui
temporaneamente divido la stanza. forse è un periodo di stasi, come dicevano nella germania
est. dopo aver appeso sulla porta il cartello “spegnere il
cervello in caso di pericolo” mi sdraio sul letto per i miei esercizi di
meditazione extracorporea. starò via qualche giorno, non di più.
martedì, febbraio 15
scusate, è che sono impegnato con quella faccenda di salvare l’universo, e tutto il resto.
giovedì, febbraio 10
alla fine mi sono completamente dissociato.
ho rimosso alcuni problemi che mi tormentavano, ma adesso è in corso una dura lotta per il possesso della connessione a internet: nessuno dei due vuole pagare la bolletta. l’altra cosa positiva è che ho smesso di parlare da solo.
ieri mi sono iscritto a un corso di mistica orientale per elettricisti. costa un po’, ma a fine corso garantiscono l’illuminazione. abbiamo passato tutta la prima lezione a fare ohm, che non è una crasi di ohmadonna, come avevo pensato all’inizio, ma un’unità di misura. comunque devo andare altre 12 volt, spero sia meno monotono.
dopo cena sono passato a trovare il mio ex maestro* di détournement, dice che mi ha trovato bene. vabbè, era facile, non mi ero neanche nascosto.
mi ha regalato un portafoglio realizzato in stagno, che è un materiale duttile, infatti visto che non ho soldi, ci faccio nuotare le rane. ci siamo ripromessi di sentirci più spesso, così gli ho lasciato il mio cellulare. solo che adesso non so più come telefonare.
quando sono tornato a casa il microonde stava trasmettendo una retrospettiva di fassbinder. l’ho trovato piuttosto singolare: a parte che non capisco perchè diano fassbinder, che non fa ascolti, ma io prima di uscire mica ce l’avevo, a casa, un microonde.
ho agito seguendo l’esempio degli esploratori quando entrano in contatto con cose che non comprendono: l’ho abbattuto a bastonate. se non altro ha smesso
*se n’è andato dopo tre delle ventidue lezioni programmate; ovviamente hanno dovuto pagarlo per intero, ha sostenuto che l’abbandono fosse parte integrante del corso
mercoledì, febbraio 09
time out 8 febbraio, ore 9.07 la stanza è immersa nel silenzio mentre il grigio entra piano dalla finestra, come un ladro attento a non lasciare tracce troppo evidenti. mi sorprendo a fissare il monitor in stato ipnagogico, mentre i due emisferi del cervello tentano di arrivare ad un compromesso accettabile. pare abbiano assunto come mediatore un allievo di kissinger, i media prevedono guerra aperta entro 24 ore. gli orologi della stanza, nel frattempo, hanno stipulato una convenzione di immobilità con alcune divinità temporali (quelle che lanciano tuoni e fulmini per default) e sembrano fermi sulle 9.07 da alcune ore. fuori, l'universo si adegua. (è una variante del paradosso di berkeley: in mancanza di una mente comune garante della realtà, le cose esistono solo per chi le guarda. inoltre gli studenti prima fumano marijuana nel campus poi fanno i consiglieri del presidente) dopo quattro ore si materializza una presenza incombente al centro della stanza. rimango al computer e di tanto in tanto sfoglio il manuale utente di archicad 8, che uso al posto del cilicio come strumento di tortura autoinflitta. alcune ore dopo, quando rimango di nuovo da solo, chiamo il mio medico per sapere se è possibile mandare malattia per intossicazione da solitario di microsoft. dopo tre giorni sono ancora le 17.05 dell’8 febbraio alcune cose che ho imparato da archicad - l'azimuth non è il pane non lievitato - hotspot non è un sito di pubblicità porno - la pianta non è solo un vegetale - la sezione non è una sede di partito e neppure una classe delle medie - le librerie non contengono libri (vabbè, questo già lo sapevo) - una volta realizzato un piano, è sconveniente accendere un sigaro mormorando "mi piacciono i piani ben riusciti" - le proiezioni non si fanno solo al cinema insomma, ho acquisito nuove consapevolezze, e una preoccupante propensione all’abuso di litoti schiaccio ctrl+s per imprimere tutto nella memoria, ma mi esce un alert box che mi informa che non ho abbastanza disco fisso.
lunedì, febbraio 07
il fatto che io abbia un lavoro per il quale, forse, verrò pagato, non significa che mi sia sistemato.
per dire, potete tranquillamente continuare a mandare offerte sul mio conto corrente.
ad ogni modo, sto vagliando alcune possibilità lavorative che mi offrirebbero la possibilità di ottenere maggiori soddisfazioni rispetto a quello che sto avendo ora:
-quadro d’azienda: mi appendo ad un muro nell’ufficio di un dirigente e ci resto ad libitum
-divulgatore: mi cimento in un’impresa epica, tipo la traduzione del corpus aeropagiticum in cingalese
-guida spirituale: giro in macchina recitando mantra (opel) per l’elevazione mistica e il basso consumo di benzina
-insegnante: cerco di ottenere una cattedra da libero docente di inutilità applicata all’universo
-portaborse: mi apposto alla standa e chiedo un euro alle vecchiette per portargli i sacchetti della spesa. in caso di rifiuto potrei direttamente rubare i sacchetti (che immagino diventerebbero sacchetti della spazzatura)
ultim’ora
jacques arnoud ha vinto il premio per il pubblicitario dell’anno 2004 dopo aver creato lo slogan rivoluzionario “la fantasia nel podere” per propagandare gli innovativi metodi agricoli dei prodotti geneticamente modificati e il jingle pacifista “mettete tabacco nei vostri cannoni” per la campagna di impegno sociale contro la droga promossa da philip morris.
mercoledì, febbraio 02
foto di gruppo con frullatore al mattino presto indosso la panoplia e mi inoltro per le lande buie, con temperature ben al di sotto di un modello di aereo giapponese della seconda guerra mondiale. il mio lavoro oggi consiste nel visitare palazzi nel centro di milano, dove il mio preciso compito è portare una borsa, una macchina fotografica, ed emulare l’uomo invisibile. il famoso lavoro di concetto. (per antonomasia, da concetto imposimato, detentore del record registrato dal guinness dei primati per la serie di lavori più inutili dell’universo). indosso il mio costume da pianta ornamentale per passare inosservato all’ingresso, anche se la portinaia riesce diabolicamente ad innaffiarmi due volte, fissandomi con uno sguardo da zebù (neppure troppo bello). mentre guido in autostrada si stampano sul parabrezza alcuni insetti che misteriosamente formano la scritta “vivere nuoce gravemente alla salute. art. 46 L.29/10/1990 n.428” in haettenschweiler 36. mi ero sempre chiesto chi mai usasse quel carattere arrivo a casa e comincio a riflettere sulla mia attuale situazione storica, cercando di convincere i neuroni a collaborare, ma mi fermo sempre allo step 2 del manuale della meditazione consapevole. poi cerco sulla guida muhammad ibn mūsa 'l-khwārizmī e telefono, ma suona occupato, allora mi sdraio sul divano ad aspettare un’ecpirosi. consigli di lettura étienne rouet, docente di prossemica (la materia che spiega perché è considerato scortese pestare i piedi ad uno sconosciuto e come mai in macchina andiamo a sbattere malvolentieri) all’università di lovanio ha dato alle stampe il suo nuovo libro “prima di cercare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, guarda in ripostiglio” (ed. apogeo)
|
|