controkarma

 

notizie dai confini dell'impero

» scrivimi
» chi sono
» ©
» link
» uap
» trovami un lavoro
» colloqui
» sicurezza negli aeroporti
» sussistenze
» life and everything else
» favole della buonanotte
» citazioni da blog
» ufi
» info
» manifesto
» rassegna stampa
» faq
» rating
» disclaimer
blog archivio:
in giallo il seguitissimo corso di filosofia per alcolisti

oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---
counter
visitato *loading* volte
non si può morire dentro.
vada a morire fuori.
(c. guzzanti)



mercoledì, luglio 01
 
chiamatemi ismaele.
che non si trova mai quando serve.
ma anche un esorcista per elettrodomestici va benissimo.
arrivo sulla tolda giusto in tempo per litigare con un ricevitore satellitare che capta solo messaggi degli ufi criptati sotto forma di rumore bianco, programmi in lingua tedesca e programmi in lisp.
nel frattempo provo senza molto successo a ricondurre alla ragione una lavatrice che muore dalla voglia di scaricare l’acqua sul tappeto e il cui attacco al tubo di scarico ha un piccolissimo problema di compatibilità a proposito del quale un’equipe di scienziati della nasa ha deciso che era meno difficile far attraccare lo shuttle alla mir.
come se non bastasse, un gruppo di gnomi in vacanza sul lago ha deciso di rubare il cavo della macchina fotografica per usarlo come corda per saltare e fonti diplomatiche assicurano che non verrà liberato prima della fine del weekend.
come dicono i dipendenti da ketoprofene, non abbiamo neanche gli oki per piangere; forse dovrei imbarcarmi sul pequod (erat dimostrandum).
in compenso oggi la situazione ufi crudeli è assolutamente sotto controllo, anche perché mercoledì c’è mercato e non si trova parcheggio per le astronavi; ad ogni modo, in caso di pericolo potete rivolgervi al call center ufi (è inutile che dite che non serve a nulla: un team di ricercatori di uppsala ha dimostrato che una persona rapita messa in comunicazione con un call center tende a dimenticare la sua condizione per concentrarsi ad insultare l’operatore).
postato da eddiemac | 16:16 | commenti (4)


lunedì, giugno 22
 
questo blog chiude momentaneamente (direi almeno per 3 giorni) per manutenzione neuronale. il che vuol dire che non ve ne sareste accorti se non l’avessi scritto (lo so, è un pericoloso corto circuito, tipo brands hatch) perché a) da qualche anno non scrivo post così di frequente e b) la manutenzione neuronale qui è pressoché continua.
ho scritto questa cosa solo per avere un primo proemio (che è medaglia d’oro, mentre il secondo proemio è medaglia d’argento e così via) che giustificasse il rimborso di sette mensilità da girare all’ex possessore di un blog inopinatamente giallo (quindi è solo colpa sua), e precisamente, queste:
- san gennaio facci la grazia
- daje, stasera vado a dormì presto, che domani marzo
- fino ad ora hai tenuto le imposte chiuse per il brutto tempo, ma adesso, aprile
- uh, è vero, maggio scordato
- sì, io sono senior, le presento mio figlio giugnor
- per una dieta mediterranea, invece del burro, metti luglio.
- bisogna impedirlo ad ogni agosto
per il resto, mi limiterò ad assumere la conformazione neuronale di una diatomea e fluttuare in giro da qualche parte.
nel caso mi vediate, fate ciao con la manina.

cruciverba
xx: 3 verticale, il protagonista maschile della carmen di bizet
io: non era il carmen di catullo?
xx: no. e comunque è don josè
io: ah è vero, il direttore della filanda
xx: ?
io: josè josè, che fa andare la filanda
xx: sei un cretino
postato da eddiemac | 12:19 | commenti (13)


mercoledì, giugno 17
 
arrivo in ufficio con una maglietta con scritto “non sono il trailer di zombie 7” e provo a scaricare un tool di algoritmi cerebrali da www.sanitamentale.it ma mi dà sempre errore di sistema.
nel frattempo ho un paio di problemi da risolvere, e precisamente a) trovare un prodotto per la pulizia del pavimento in cotto (pare non esistano. in una prossima vita voglio il pavimento in pancetta) e b) capire il corretto funzionamento dell’universo, anche se obiettivamente bisogna riconoscere che le spiegazioni dell’universo lasciano il tempo che trovano: tipo, se piove, continua a piovere.
poi volevo dire anche che secondo me contare papere è un passatempo come un altro


esercizi di stile
studio # 327
natura morta con capoluogo di regione a traffico variabile

l’aria si riempie di pollini e un pallido sole si fa strada nell’aria quasi fredda del mattino inoltrato.
un passo dopo l’altro, agile e disteso come ti insegnavano gli alpini da piccolo sulle montagne, cammini per le vie di milano con scott finch nelle orecchie e lo sguardo fisso davanti a te, gli occhi semichiusi, ancora appannati dal sonno e intimamente disturbati dalla luce, cammini fiero come se niente potesse sfiorarti.
e invece ti colpisce ogni singolo particolare, i nomi delle vie, il traffico pigro della domenica mattina che si srotola mentre giochi con i numeri delle targhe, la bambina dai capelli rossi che aspetta il 94 su via olona, ogni singolo graffito di piazza sant’agostino, e le serrande chiuse dei negozi di via genova. li respiri a fondo finché non ti penetrano nelle ossa.
postato da eddiemac | 15:25 | commenti (6)


mercoledì, giugno 10
 
come al solito passo la pausa pranzo a corte, dove si abusa del vino di bassa qualità e del lesso (ed altri pronomi a caso).
poco dopo mi ritrovo a scansare madrelingua switzerdütch, hoch deutch e rumantsch (che è quanto di più vicino ad un incubo si possa immaginare) mentre cerco un varco temporale (ossia un posto dove ha smesso di piovere) e contemporaneamente chiedo spiegazioni alla segreteria telefonica di alcune divinità minori (i disegni delle divinità sono sempre oscuri. questo essenzialmente perché nei supermarket delle divinità i pastelli chiari finiscono in fretta: ne producono meno per alzarne il prezzo).
sulle scale dell’ufficio incontro un criceto siberiano che ha frequentato una scuola per diventare medium ma per ora è riuscito solo ad avere il diploma di small, e prenoto un rolfing neuronale pagabile in comode rate a tasso variabile secondo le fluttuazioni del mangime per criceti.
alla fine arrivo in ufficio e mi smaterializzo (se c’è una cosa che ho imparato studiando la legge di conservazione della materia è che la materia a volte va messa in frigorifero) per ricomparire qualche ora più tardi in un cassetto della scrivania.
in caso di pericolo, sappiate che il cassetto è occupato.

postato da eddiemac | 16:21 | commenti (4)


mercoledì, giugno 03
 
pare che il mio maestro di ikebana neurale sia in viaggio verso una località segreta (alcuni dicono di averlo avvistato mentre lui, un suo amico e della carta da forno uscivano dalla vetrina) per trascendere in un piano diverso dell’esistenza (una volta l’ho fatto anch’io, ma sono finito in un piano inclinato ed era scomodo. a parte tutta quella cosa di studiare la velocità dei gravi*, intendo) e ora nella vetrina sotto casa mia vivono alcuni conigli più giovani, forse meno esperti, ma sicuramente più tranquilli, il che non è da sottovalutare sulla via della consapevolezza (come dice il detto, a volte occorre venire a più miti conigli).
io arrivo in ufficio, metto in loop auferstanden aus ruinen nella partitura per motore elettrico per tende e stampante a getto di inchiostro, poi consegno il telefono portatile al gatto e mi trascino sul balcone a versare bottigliette di levissima sui turisti.


* secondo il responsabile della asl lombardia, studiare la velocità dei gravi ha a che fare con il monitoraggio del pronto soccorso



sms
xx: lunedì fai il ponte?
io: volevo fare quello sullo stretto, che mi ci ritrovavo quanto a inutilità, ma pare abbiano già dato l’appalto a un altro
xx: sei un cretino

postato da eddiemac | 14:52 | commenti (8)


venerdì, maggio 22
 
verso sera io e un emissario degli niomi del bosco (un nano da giardino che ai tempi della cortina di ferro ha lavorato per la stasi) usciamo sul balcone a sorseggiare monte diversamente bianco e a controllare le attività delle rondini che hanno nidificato nei dintorni (fra le altre cose vorrei precisare che una rondine non fa primavera, una rondine garrisce).
a notte inoltrata, una delegazione diplomatica di alnilak chiede udienza per informarci che vista la crisi è possibile che si decida di fare un nuovo buco nero alla cintura di orione, ma noi siamo preparati e suggeriamo delle bretelle; alla fine rimaniamo sul balcone a raccontarci alcune favole della buonanotte, tipo:

- biancaneve e gli ottomani: una giovane schiava fugge a istanbul alla corte di murad ii dove viene accolta come una principessa
- il pifferaio madido: i bambini di un paese fuggono per vedere un flautista cerca di battere il record di musica senza interruzione ma il musicista fallisce finendo in un bagno di sudore
- la sella e la bestia: una giovane fanciulla cerca di addomesticare un cavallo selvaggio che tutti odiano
- i 4 musicanti di crema pasticcera: un pasticcere sforna dei dolci a forma di animale che prendono vita e girano l’europa del nord guadagnandosi da vivere suonando
- andorra la vella addormentata nel bosco: la storia dell’immobilismo politico di un principato isolato sui pirenei
- il re beone: un bambino riesce a riottenere il trono usurpato a suo padre ma è attanagliato da problemi di alcolismo
- le avventure di finocchio: un burattino prende magicamente vita nella bottega di un falegname ma viene emarginato perché manifesta da subito tendenze omosessuali.
- il patto con gli stivali: un calzolaio scommette con viaggiatore che i suoi stivali permettono di passare indenne 7 leghe (lega lombarda, lega nord, lega anseatica, lega della giustizia, lega calcio, lega rantisco e lega lizzala) senza che si rompano.

postato da eddiemac | 15:14 | commenti (7)


giovedì, maggio 14
 
ultimamente il gatto si fa vedere poco ed ha la tendenza ad immedesimarsi in secret squirrel, quindi abbiamo conversazioni molto frammentate.
fra le altre cose, piove, io ho deciso che per non sbagliare passerò al lato oscuro della forza, che pago meno di bolletta e sono ecocompatibile, e non esco di pattuglia con il comitato di controllo sulle attività degli ufi.
e comunque quando piove non ci sono molti ufi crudeli in giro: sono crudeli, mica stupidi.
i non addetti ai lavori pensano che la maggior parte degli ufi sia stupida perché a) pensano erroneamente che siano uguali agli umani e b) sono abituati a guardare i telefilm sugli ufi, tipo galactica, dove i terrestri combattono contro i siloni, un popolo di robot intellettuali che ti costringono a leggere fontamara, o star trek, dove i terrestri combattono contro i borg, un popolo di tennisti cibernetici che non sbagliano mai la prima di servizio, oppure stargate, dove un gruppo di vigili terrestri inseguono astronavi aliene senza targa.
chi invece volesse avere una classificazione completa degli ufi (non ci sono solo ufi crudeli, occorre dirlo. la maggior parte si limita ad ignorare la specie homo sapiens e conversa amabilmente con specie più evolute, tipo i protozoi, o i suricati) potrebbe leggere la guida essenziale agli ufi e alle specie aliene di alexander pernendbrod* autore anche del meno conosciuto “manuale di difesa dagli ufi crudeli” in cui si spiegano alcune tecniche avanzate tipo:
- sfidarli a una gara di mojito (gli ufi di solito si addormentano dopo il quinto. ma se non si addormentano, chissenefrega)
- fargli conoscere dei giornalisti televisivi italiani (gli ufi fuggono terrorizzati dopo meno di due minuti)
- far parlare il pilota dell’astronave con un dirigente movimento delle ferrovie dello stato (gli ufi non ripartiranno mai più e moriranno cercando di ottenere una risposta alle loro mail di protesta inviate dal sito di trenitalia).

* non si sa chi sia in realtà alexander pernenbord anche se ci sono alcune teorie in proposito: alcuni pensano sia un emissario degli ufi grigi (chiamati così perché non hanno ancora inventato il monitor a colori; da non confondere con le eminenze grigie, che invece sono dei cardinali brizzolati), altri credono sia un lama (inteso come camelide) buddhista che ha una percezione dell’universo a noi preclusa, altri ancora credono sia un alcolizzato di boston.

postato da eddiemac | 16:53 | commenti (4)


martedì, maggio 05
 
ho scoperto che i conigli che vivono in una vetrina sotto casa sono due. almeno credo.
cioè, c’è sempre la possibilità che il mio maestro di ikebana neurale stia conducendo degli esperimenti sulla bilocazione e sul cromatismo della pelliccia.
io sto conducendo esperimenti sull’infiltrazione della cultura vichinga nella città di roma (vi siete mai chiesti il perché dei toponimi che recano nomi di divinità nordiche come thor lupara, thor pagnotta, thor di quinto, thor di tre teste, thor pignattara, thor vergata, thor bella monaca, thor di valle, thor cervara, thor menta, thor pedine, thor chemada?).
nel frattempo lavoro alla trasformazione di ninna nanne, come ad esempio la ninna nanna alzata di un semitono (ninna nanna ninnaò, questo bimbo a chi lo do diesis), oppure la ninna nanna arrangiata per sassofono tenore (dormi dormi mio ben webster) e sono impegnato in un progetto di filosofia naturale che studia la traiettoria delle graffette lanciate dal quinto piano sui turisti in movimento (per lo meno si mettono in movimento quando vengono colpiti dalle graffette). occhei, probabilmente ho 400 anni di ritardo, ma muovendomi molto lentamente conto di recuperare.

postato da eddiemac | 09:47 | commenti (11)


venerdì, aprile 24
 
“…a nulla servono le intercessioni presso la divinità locale della pioggia, una dea antropomorfa chiamata amanda, spesso vilipesa dagli autoctoni con la frase ricorrente ‘piove, che dio, l’amanda non smette più’.”
(c. lévi-strauss, tristi tropi: saggio sull’antropologia lessicale)


stavo in riva al lago a disquisire sul ruolo di stefano tempier nella teologia medievale quando una vibrazione cosmica mi avverte che con tutta probabilità è ora di cena.
visto che in una prospettiva olistica non è sano contraddire le vibrazioni cosmiche, saluto i cavedani e torno verso casa.
il mio maestro di ikebana neurale (un coniglio che vive in una vetrina di fianco a casa mia) dice che non è sano parlare sempre con i cavedani, per la semplice ragione che i cavedani è difficile che rispondano. per via dell’acqua, soprattutto. io invece credo che il fatto che non ti rispondano praticamente mai sia un valore aggiunto.
per esempio, io ho un po' di amici immaginari ma non li vedo spesso perché poi va a finire che ci litigo: questa cosa potrebbe essere considerata una devianza rispetto alla normalità (intesa come adeguamento alle aspettative collettive), ma ci sono anche pareri discordanti: per esempio, la mia radiosveglia sostiene di no.
nel frattempo l’universo ha deciso di vestire un grigio classico che gli anziani del luogo chiamano amichevolmente “asdrubale” impossibile da rendere a schermo e che suscita la feroce invidia del responsabile della pantone italia, l’architetto toni pastello.
io riesco appena a calafatare i serramenti del balcone, prima di trasformarmi in una funzione d’onda e collassare sul divano.

postato da eddiemac | 09:08 | commenti (11)


mercoledì, aprile 15
 
sono ancora vivo. è un vantaggio, se hai delle cose da fare.
(è un vantaggio anche se non hai delle cose da fare ma ti scoccia morire subito)
il motivo per cui è un po’ che non scrivo qui sopra non è che mi hanno rapito gli ufi. al contrario, ero io che volevo rapire degli ufi, poi però ci siamo accordati per un pranzo a base di gnocchi che alla fine è saltato perché ero malato.
nel frattempo ho fatto anche altre cose interessanti tipo:

- ho scritto un grimorio sull’evocazione di ufi e altre figure mitiche come il medico di base, il medico di altezza e il tecnico di telefonia fissa.
- ho combattuto una guerra della durata di 18 secondi contro alcuni acari (come sun tzu insegna, è sempre da evitare il dispendio di forze inutili, molto spesso basta spaventare il nemico)
- ho tenuto una conferenza in cui spiegavo l’importanza dei lemming nell’economia dell’universo (certo, il fatto che il mio pubblico fosse costituito da una famiglia dell’appenzello interno probabilmente ha inficiato leggermente sulla riuscita della conferenza)
- ho ripetuto per alcuni giorni come mantra la frase sopra la panca la capra è stanca, sotto la panca ci sta una crepa.
o forse era: sopra la panca la capra avvampa, sotto la panca la crepa arranca.
no, mi sa che era così:
sopra la banca la uno bianca, sotto la banca il caveau
- ho messo sullo stereo il concerto f 24 (il conciliatore) di klaud krasinskij, allegro con brio (quando ancora non giocava nella juventus) nella partitura per stendipanni elettrico

poi devo aver fatto anche altre cose, ma tutte molto meno intelligenti.


ps. volevo anche informarvi che pare sia uscito questo libro. io mica l’ho letto, però ho letto un’ottima recensione qui

postato da eddiemac | 11:51 | commenti (11)